Gaetano Russo, scultore caposcuola di Mistretta 'città della pietra'

 Opera dello scultore Gaetano Russo di Mistretta
Dopo gli studi, va ha lavorare a Belpasso, come apprendista scalpellino. Segue così le orme del padre, mastro, erede di un’antica tradizione siciliana sia di artigiani-artisti sia di, ormai unici e rarissimi, detentori delle tecniche più arcaiche per lavorare la pietra. E’ stato, difatti, il padre di Gaetano che ha insegnato al figlio i segreti di questo mestiere duro, ma, al tempo stesso, esaltante. Dare forma alla pietra è come darla all' anima.

Darle stile e bellezza estetica è come ri-crearla, farla rinascere; darle, cioè un linguaggio. La pietra che parla, parla con le mani dello scalpellino-scultore. Russo, per così dire, è figlio della pietra.
Abita nella sua città natale che, non a caso, Russo, con una lettera aperta all’amministrazione comunale propone una delibera per definire Mistretta “città della pietra”, perché il suo centro storico è uno dei patrimoni architettonico-urbanistici più notevoli della Sicilia, anche se ignorato, misconosciuto e giammai valorizzato. Dopo l’emigrazione del padre di Gaetano all’estero, c’è il momento del ritorno. Nel 1994, Gaetano Russo si trasferisce a Mistretta. Troverà lavoro in una cava di pietra arenaria. Comincia così una stagione creativa, oggi molto apprezzata, finalizzata alla realizzazione di molti lavori di arredo urbano e sculture per privati.
Con l’aiuto del professore Enzo Salanitro, insegnante Discipline pittoriche al Liceo artistico di Catania, che lo incoraggia, e del professore Domenico Platania, docente di Scultura plastica presso l’Accademia di Belle Arti Catania, anch’egli esperto di scultura, Russo, a Mistretta, si può dire che, oramai da quindici anni, ha ottenuto i seguenti grossi successi e altrettanti notevoli risultati: ha applicato le tecniche artistiche del passato, ha reinventato quelle classiche; ha rinnovato l’artigianato nel settore lapideo; e, infine, ha dimostrato che l’antica figura dello scalpellino mistrettese e siciliano può diventare una nuova forma di occupazione e una rinnovata figura professionale, trasformando l’artigianato in arte vera e propria.
Nel 1996, Russo ha aperto a Mistretta un laboratorio di scultura.
La materia utilizzata è esclusivamente la pietra dorata delle cave locali, una specie di arenaria dal colore biondo dorato, la cui durezza e le cui caratteristiche si sono rivelate un successo anche all’estero.
Russo ha ricevuto commesse dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina e dal Comune di Mistretta, a conferma di una professionalità acquisita.
A Mistretta, dove vive e lavora, è impegnato anche con l’associazione turistica Pro Loco, portando nelle scuole la figura di un antico mestiere. Alcuni punti di ritrovo dei giovani sono stati ribattezzati con il titolo delle sue opere in pietra, tra cui L’occhio e Il soldato (Leukaspis).
“Nni viremu d’ avanti u surdatu” o all’occhio, difatti, è divenuta, un’espressione tipica del linguaggio delle giovani generazioni.
Con varie personalità della cultura amastratina e delle associazioni Russo cerca di portare avanti la riqualificazione del centro storico chiamato “casazza”.
In molte occasioni Russo ha dimostrato spirito di iniziativa bonificando e pulendo gratuitamente numerosi siti e monumenti.
Nel 2010 è presidente della consulta del centro storico del Comune di Mistretta.
Oggi una parte del suo studio, nel cuore del centro storico, è dedicato al museo dello scalpellino, il Mu.Sca.
® Nebrodiario

 
 
 
 
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