A Capo d'Orlando serata d'eccezione: l'opera dei Pupi tradizionale

 Le marionette popolari e le gesta cavalleresche, con l’accompagnamento di suggestive musiche che condurranno il pubblico in un viaggio in cui il medioevo incontra i ritmi mediterranei.
Sarà una serata d’eccezione quella in programma questa sera, alle 21:00, a Villa Piccolo (Capo d’Orlando, Strada Statale 113, Km. 109), in occasione dello spettacolo di teatro dell'Opera dei pupi “Genoveffa di Brabante” con Angelo Sicilia (voce, manovra e regia), Mari Albanese (manovra e assistente di scena), Cetti Siragusa (manovra), M. Rosaria Seminara (prima voce femminile), Stefania Spina (seconda voce femminile); accompagnamento musicale dal vivo a cura di Fabio Abate (chitarra, tamburo, g.l.o., flauto, cajon, piatto, gong, bouzuki). INGRESSO LIBERO.
Lo spettacolo è organizzato dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e inserito nel ciclo “Le Porte del Sacro-Identità in cammino” rassegna ideata dal giornalista Alberto Samonà nell’ambito del “Circuito del Mito”, la manifestazione promossa dall’assessorato regionale al Turismo Sport e Spettacolo. Produzione Associazione marionettistica popolare siciliana.
Lo spettacolo narra di Genoveffa di Brabante ed è tratto dalla omonima e rinomata storia del XIII secolo appartenente alla tradizione popolare belga. Ambientata nel medioevo centroeuropeo, L'Opera descrive le vicende di Genoveffa e del principe Sigfrido di Baviera suo marito. Quest’ultimo è dal re spinto alla guerra contro i mori ed è costretto a lasciare il castello e partire, lasciando la reggenza al fidato Golo. Questi si innamora di Genoveffa e, rifiutato, la rinchiude in carcere facendola condannare a morte. Solo grazie alla pietà degli aguzzini la principessa rimane in vita, ma è costretta a rimanere nella foresta per lunghi anni, sino al ritorno di Sigfrido e al casuale e commovente ricongiungimento.
La storia rappresenta un classico del repertorio dell’opera dei pupi siciliani, con una variante però, ravvisabile già nel titolo della rappresentazione: non “Santa Genoveffa”, come veniva rappresentata dai pupari di un tempo, bensì “Genoveffa di Brabante”, opera che conserva fedelmente e significativamente la storia e l’aderenza al racconto tradizionale. 

 
 
 
 
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