La Dorsale dei Nebrodi in mountain bike

La Dorsale dei Nebrodi in mountain bike
Pensate ad una granfondo.La classica granfondo in mountain bike che più o meno si fanno tutte le domeniche.Pensate alle salita,alle discese,alla fatica, ai crampi e a tutto il resto. Ecco adesso prendete tutto questo e moltiplicatelo per 2.
La Dorsale dei Nebrodi è la prima vera marathon Siciliana, attualmente la più lunga nella nostra isola coi suoi 90km e 2500 metri di dislivello; unica come logistica perchè non è il classico anello, bensì una gara in linea.
Forse proprio per questa sua logistica un pò complicata questa manifestazione non ha mai avuto molto successo e purtroppo si è dovuta prendere la scelta di non organizzarla più. Ma quest'anno finalmente dopo 5 anni di stop la Dorsale dei Nebrodi riapre i battenti.
Ieri mattina io la mia mountain bike siamo andati a provare l'intero percorso, dopo che anch'io erano 5 anni che non lo facevo.
La Dorsale dei Nebrodi attraversa praticamente quasi tutto il territorio del Parco da Ovest verso Est, in uno scenario a dir poco stupendo. Si ha l'occasione di pedalare nei fittissimi boschi dove anche se è una giornata calda si è sempre all'ombra. Mentre si pedala si possono incontrare tantissimi animali allo stato brado come cavalli e i famosissimi suini neri. Durante il percorso è pieno di sorgenti d'acqua, che fermarsi a riempire le borracce e gustare l'acqua freschissima e quasi un obbligo.I vari panorami poi sono unici e da togliere il fiato.
Il percorso comincia a Mistretta a quasi 1000 metri sul livello del mare. Da qui si percorre la statale 117 per un paio di km fino a raggiungere la località di Serro Merio, dove comincia la Dorsale vera e propria.
I primi km sono ancora in asfalto, ma appena si passa il lago Urio Quattrocchi comincia finalmente il vero terreno per mountain bike.
I primi 10 km sono di falsi piani e di sali-scendi.Il fondo in questa prima parte è quasi tutto pietroso.
Le discese sono rese particolarmente insidiose da questo tipo di fondo,è importante tenere ben saldo in manubrio perchè le sollecitazione sono davvero alte.
Appena si entra nei fitti boschi il percorso comincia a farsi duro e cominciano le salite.
Le salite sono degli strappi che arrivano anche al 37%, e se non basta la pendenza ai limiti dell'equilibrio a renderle dure,ci penserà il fondo pietroso a complicarci la vita,e qui riuscire a farle tutte in sella è davvero un impresa,mettere il piede a terra è quasi inevitabile.
La salita continua anche con qualche tratto che spiana per far recuperare fiato,fino ad arrivare a Portella dell'Obolo dove si esce dal bosco e si prende la strada asfaltata, la provinciale 168.
Dopo neanche un km con una svolta a sinistra si lascia la strada provinciale per una strada secondaria,che per un breve tratto è ancora asfaltata ma poi diventa immediatamente sterrata.
Entrati nuovamente nel bosco il fondo stradale comincia a cambiare diventando sempre meno pietroso.
Prestare particolare attenzione alle tracce scavate dalle jeep cercando di non finirci dentro e di cercare magari dei tratti alternativi a bordo strada, anche se comunque rispetto agli altri anni la strada è in condizioni migliori.
Si comincia anche a vedere in tutta la sua bellezza Monte Soro, lo si riconosce dalle grosse antenne sulla cima,che con i suoi 1847 metri sul mare è la cima più alta del Parco e di tutta la provincia di Messina.
Purtroppo il percorso non prevede la salita fino in cima perchè la strada per andarci è unica.
Arrivati a Portella Femmina Morta comincia la discesa fino a Lago Maulazzo,meta frequente di campeggiatori. La discesa fino al lago è in una specie di basolato.
Attraversato il lago Maulazzo si alternano tratti nel bosco ad estese radure dove quasi sempre si trovano animali al pascolo.
Da qui ricomincia la strada a salire fino a raggiungere località Serra Pignataro,che con i suoi quasi 1700 metri sul mare è la quota più alta che si raggiunge durante la manifestazione.
Da qui la strada a parte qualche strappetto è per la maggior parte in discesa,in un terreno quasi sempre fangoso e con molti tratti scavati dal transito delle jeep. Come prima meglio cerca vie alternative a bordo strada o fra gli alberi.
Quando mancano ormai meno di 10 km all'arrivo, giunti in località Portella Dagara si lascia la strada sterrata e comincia l'asfalto.
Altri 2 km di salita e poi è tutta discesa e pianura fino all'arrivo di Floresta.
Portare a termine una Dorsale è un impresa molto impegnativa,al di là di qualsiasi risultato si faccia nella classifica,già riuscire ad arrivare all'arrivo è una grandissima vittoria e un immensa soddisfazione
Ovviamente per poterla affrontare bisogna essere adeguatamente preparati fisicamente,ma soprattutto essere adeguatamente equipaggiati per far fronte a qualsiasi imprevisto.Indispensabile il multiattrezzo con smaglia catena ed almeno due camere d'aria di scorta.
Fondamentale l'alimentazione durante la gara.Anche se la gara è adeguatamente fornita di ristori lungo il percorso meglio portarsi dietro qualcosa da mangiare in più. 
Io non mi sono limitato alla semplice Dorsale, ma ho fatto parecchia strada in più: sono partito in treno da Patti fino a Santo Stefano di Camastra, poi sono salita in bici fino a Mistretta, poi ho percorso tutta la Dorsale fino a Floresta,e infine sono sceso fino a Patti per un totale di 150 km e 1000 metri di dislivello in più su quello della Dorsale.
Ci tengo molto a ringraziare il mio amico Stefano Biancuzzo.Se ieri ho potuto fare questo giro è stato grazie ad un suo vecchio articolo scritto sul forum (QUI l'articolo) dove ho potuto prendere la traccia GPS.
Senza di essa non avrei mai potuto fare questo giro ... Grazie mille Stefo :)
(fonte: salvobonfiglio.blogspot.it) 

Questo racconto vale più di 100 spot: grazie Salvo Bonfiglio!

 
 
 
 
Powered by DiBi Studio | Tutti i diritti riservati | portaledeinebrodi@gmail.com