Lettera aperta al Sindaco: "Mistretta muore"

Lettera aperta al Sindaco: "Mistretta muore"
Carissimo e illustrissimo signor sindaco della imperialissima città di Mistretta, scriviamo questa lettera con la speranza che, almeno Ella, ci legga, rifletta e ci risponda.
Mistretta muore. L’asserzione, secondo Ella, è un errore di lettura della realtà oppure un incubo? Siamo svegli o stiamo dormendo dentro un brutto sogno? Non sappiamo. Ci dica Lei se stiamo sbagliando oppure se siamo più che lucidi e razionali.
L’ospedale “Santissimo Salvatore” non funziona. I servizi sanitari non ci sono. Mancano medici e pediatri, infermieri e ortopedici.
La gente chiede servizi sanitari e trova porte chiuse. Bambini e anziani chiedono risposte e interventi sanitari rapidi e sicuri, vengono messi in barella e trasferiti in altra sede. Il fenomeno Le risulta oppure trattasi di fatti tendenziosi e di “cattiva informazione”?
Siamo svegli o stiamo delirando?
Il tribunale non ci sarà più. O no? Riusciranno i nostri eroi a salvare la nostra istituzione giudiziaria oppure sarà soppressa con il contorno di una marea di parole vane? Anche questo è un fatto o un errore di interpretazione delle decisioni nazionali in materia di revisione delle circoscrizioni giudiziarie e di soppressione dei tribunali minori?
La Casa Circondariale sembra appesa a un filo di ragno. Le voci che si raccolgono negli ambienti politici e tra il personale mormorano che anch’essa scomparirà. Il nuovo carcere, invece pure, non si farà più.
Il calo demografico prosegue e galoppa. Siamo sotto la soglia dei cinque mila abitanti. O no? Si tratta di un errore di calcolo demografico o di una cattiva meditazione sui numeri di residenti, nascite, battesimi e decessi?
In questi ultimi due anni non ci pare che siano stati creati nuovi posti di lavoro. O no? Dalle due relazioni amministrative da Ella redatte e dalle sue frequenti conferenze stampa abbiamo appreso altresì che la città corre verso magnifici e progressivi destini di crescita. Non ci sono più, difatti, segnali di emigrazione. Il tasso di disoccupazione è a zero. I commercianti non boccheggiano e non chiudono. Le botteghe artigiane sono numerose, floride e attive. Il centro storico è diventato un gioiello per la fruizione turistica. Il patrimonio artistico, storico e culturale della città è altresì un potenziale che fa scintille. O no?
Stiamo parlando a vanvera oppure rovesciando la realtà di fronte allo specchio deformante della realtà stessa?
Siamo sempre noi. Siamo “quelli” del “Movimento Effe 251”.
Dalla nostra parte non abbiamo grandi poteri, né grandi numeri. Siamo quelli che abbiamo raccolto diecimila firme per la difesa dell’ospedale “Santissimo Salvatore”; portato in piazza, a Palermo e a Mistretta, circa mille e trecento persone; e, infine, raccolto 1.300 certificati elettorali, che sono stati inviati sia all’onorevolissimo presidente della Regione Sicilia sia a S. E. il Prefetto di Messina.
Anche in questo caso si era di fronte a un gesto collettivo di protesta civile e di cittadinanza attiva.
Abbiamo scritto una cortese e garbata missiva ai parlamentari, onorevoli e senatori che compongono la cosiddetta delegazione provinciale, regionale e nazionale dei “nostri” esponenti politici, ma -come già avevamo previsto- non abbiamo ricevuto neppure l’ombra di una risposta. Le chiediamo se questo silenzio sia da considerare un silenzio vuoto oppure un silenzio assordante. Ella, cosa ne deduce?
I parlamentari di cui sopra, a noi pare, hanno “tradito” la loro rappresentatività democratica. Non ci hanno deluso: hanno mortificato la democrazia. Non a caso durante l’ultimo consiglio comunale ce n’era soltanto due. Una bella cifra!
Attendiamo ancora la riunione di quel famigerato tavolo tecnico con S. E. il commissario della Asl di Messina, Francesco Poli, e la promessa riunione con la Commissione regionale alla Salute, che l’onorevole Giuseppe Laccoto avrebbe dovuto convocare per auscultare le decisioni dell’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, e dello stesso medesimo Poli.
Sono trascorsi più di cento giorni e non è successo nulla.
Il ricorso al TAR contro la pianta organica del nostro ospedale pare che sia stato presentato, ma non sappiamo dove esso giaccia e che fine abbia fatto. Sono passati parecchi mesi e anche quel ricorso è lettera morta, come la nostra epistola inviata agli emeriti parlamentari messinesi.
Pertanto, abbiamo deciso di scriverle codesta letterina. 
Non è una lettera d’amore. E’ una lettera di indignazione. Di rabbia civile. Di protesta. Anche di stanchezza. Di rifiuto delle prese in giro da parte dei politici di professione. Le chiediamo di dire alla gente di Mistretta quale sarà il futuro della nostra città allorché le istituzioni non ci saranno più. Le chiediamo di sapere se, come, dove e quando il “Santissimo Salvatore” sarà potenziato, anche seguendo l’ipotesi del suo affidamento alla “Fondazione Maugeri”; Le chiediamo che fine farà la Compagnia dei Carabinieri, quando anche il tribunale sarà stato cancellato; Le chiediamo quanta crescita demografica registreremo allorquando anche il cosiddetto vecchio carcere non ci sarà più e che fine faranno i nostri istituti scolastici quando faranno la fine di ogni cosa che finisce nel nulla.
 Mistretta muore. La gente di Mistretta non solo deve sapere: la gente vuole sapere.  Vogliamo sentire la sua voce in merito.
 Le porgiamo di nostri più gradevoli saluti.
 IL MOVIMENTO EFFE 251

 
 
 
 
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