Il Tribunale di Mistretta compie centocinquant'anni

Il Tribunale di Mistretta compie centocinquant'anniI magistrati e gli avvocati del Tribunale di Mistretta, assieme ai sindaci dei Nebrodi, hanno festeggiato, giovedì 9 febbraio 2012, il singolare compleanno del Tribunale dei Mistretta, istituito nel 1862, poco dopo l’Unità d’Italia, poi soppresso dal Fascismo e successivamente ripristinato nel secondo dopoguerra.
“Sono stati, senza retorica e senza ombra di dubbio, centocinquant’anni di legalità”, così hanno detto tutti gli intervenuti all’evento organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Mistretta.
Fare la storia e la commemorazione di un’istituzione giudiziaria è stato facile. Sarà impegno più arduo e difficile difendere lo stesso Tribunale dall’eventuale soppressione prevista dai futuri provvedimenti del Governo nazionale in materia di circoscrizioni e uffici giudiziari minori di primo livello. Sarà, per così dire, una mezza rivoluzione.
In attesa che il progetto diventi operativo i sindaci dei Nebrodi, gli avvocati e anche i magistrati hanno deciso di segnalare al Governo che eliminare un presidio al servizio della legalità sarebbe quasi un altro delitto.
Se un Tribunale, anche minore, è stato garanzia di legalità, un ospedale è un’altra istituzione al servizio della salute. Se un Tribunale difende la legge, un ospedale dovrebbe difendere la salute e rendere operativo l’articolo 32 della Costituzione italiana.
In entrambi i casi, Mistretta e i Comuni dei Nebrodi sono sotto la mannaia di provvedimenti che non vengono accettati né dalle popolazioni e neppure dalle istituzioni politiche e amministrative.
La commemorazione di giovedì ha avuto questo significato solenne: difendere il tribunale dalla soppressione e dire no altresì allo smantellamento dell’ospedale “Santissimo Salvatore”.
Sono due fronti di lotta su cui sono scesi sul piede di guerra anche il Comune di Nicosia, a difesa del proprio tribunale, e il “Movimento Effe 251” di Mistretta per proteggere le istituzioni locali.
Questa volta c’erano tutti i sindaci dei Comuni dei Nebrodi interessati: Tusa, Caronia, Santo Stefano Camastra, Motta d’Affermo, Reitano, Castel di Lucio, con, in prima fila, il primo cittadino di Mistretta, avvocato Iano Antoci.
C’erano anche i magistrati attualmente in carica: Sandro Potestio, Fiorella Scarpato e Chiara Monteleone. L’attuale presidente del Tribunale, Antonino Todaro, era assente per giustificati motivi. C’erano tutti gli avvocati dei Nebrodi e degli stessi paesi citati, con in testa il presidente dell’Ordine forense mistrettese, avvocato Salvatore Porracciolo.
E’ stata una commemorazione che ha rispettato le liturgie: magistrati e avvocati indossavano tutti la toga, mentre i sindaci e gli amministratori comunali portavano la fascia tricolore onde confermare così l’ufficialità della commemorazione e l’emergenza del momento storico.
La parola legalità, dunque, se non è un termine vuoto e vacuo, può diventare per le istituzioni e le popolazioni dei Nebrodi un ideale concreto nel momento in cui il bene comune viene difeso come tale e allorché alla cima di uno Stato della legalità ci sta, appunto, un tribunale che la legge e la legalità intende applicare secondo i rigorosi dettami costituzionali.
E così è stato. E’ stata una commemorazione all’insegna della legalità, come nello spirito della legalità sono state le manifestazioni a tutela del presidio sanitario “Santissimo Salvatore”.
Sicché Mistretta e i Nebrodi sono impegnati su due distinti campi di battaglia civile per difendere la legalità e la sanità.
“A giugno -ha precisato il sindaco Antoci- faremo iniziative più visibili. Oggi è stato il momento del fare memoria storica”.
Se è vero che senza memoria non c’è avvenire, anche il presidente dell’Ordine forense di Mistretta, avvocato Salvatore Porracciolo, ha ribadito che il Tribunale ha “combattuto per ben centocinquant’anni contro le infiltrazioni mafiose nella nostra società, amministrando la giustizia, in modo rapido ed efficiente, a favore della gente”.
Di giustizia “vicina alla gente” aveva parlato ancora il Procuratore della Repubblica, Luigi Patronaggio, poco prima del suo trasferimento a Palermo e durante la cerimonia di saluto ai colleghi e al personale giudiziario, svoltasi appena qualche mese fa.
C’erano anche rappresentanti delle autorità militari ed esponenti politici di varia appartenenza e i presidenti di tutti i sodalizi di categoria della città. Una presenza, questa, con una valenza significativa circa la necessità di far capire come il Tribunale di Mistretta sia un’istituzione sentita come propria dalla gente, dagli operatori della giustizia e dai componenti delle Forze dell’Ordine.
Sulla questione del Tribunale, il consigliere comunale Lirio Porracciolo del gruppo UDC, che di professione è avvocato, seguendo così una storica tradizione famigliare, ha detto che “i Comuni della zona, l’Ordine degli Avvocati e gli operatori della Giustizia hanno dato incarico a un professore emerito di studiare il problema dei servizi giudiziari nei Nebrodi, onde dimostrare l’economicità del suo mantenimento e potenziamento, nonché la necessità dell’estensione della sua area di competenza. Questo studio rigoroso e scientifico -ha concluso Porracciolo junior- sarà portato e presentato a Roma, nella sede della Commissione Giustizia, prima che il Governo decida di eliminare i tribunali minori. So che non si deciderà senza prima avere sentito le esigenze del territorio; e comunque, il tribunale di Mistretta non si può e non si deve considerare minore per tanti motivi storici, territoriali e logistici. Uno per tutti è quello della necessità suprema di mantenere un presidio, vicino alla gente dei Nebrodi, a difesa della legalità contro possibili presenze e inquinamenti di vario tipo”.

9 Febbraio 1862/9 Febbraio 2012
Cerimonia di commemorazione promossa dall’Ordine degli Avvocati

di Sebastiano Lo Iacono
(dal gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/259081547481937)

 
 
 
 
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