Cinquecento cittadini alla manifestazione del “Movimento Effe 251”

La chiesa del Purgatorio non ha potuto accogliere gli altri duecento rimasti fuori.
Grande, corale, popolare e condivisa protesta per dire no allo smantellamento dell’ospedale “Santissimo Salvatore” e alla prevista soppressione del Tribunale.

Approvata all’unanimità la restituzione dei certificati elettorali al presidente della Regione Sicilia.
I documenti raccolti, da spedire a Lombardo, già ammontano a quota 200.
La raccolta procederà porta a porta e quartiere per quartiere, nonché chiesa per chiesa e parrocchia per parrocchia.

L’obiettivo è raggiungere almeno quota mille entro una settimana
.
È iniziata la disobbedienza civile dei Nebrodi”.
«Quando sabato sera, silenziosamente,129 concittadini hanno spontaneamente firmato appositi modelli per consegnare i propri certificati elettorali nelle mani del “Movimento”, ho letto sui loro volti rabbia e frustrazione, ma anche determinazione, consapevolezza, dignità e compostezza. Non c'era rassegnazione ma, paradossalmente, speranza. Ha avuto inizio così il primo grande gesto di "
disobbedienza civile" del civilissimo popolo dei Nebrodi».
Questo è stato il commento di
Riccardo Zingone, medico dentista, uno dei leader del “Movimento Effe 251” di Mistretta, allorché sabato 25 febbraio, intorno alle ore 19.30, è scattata l’ora X per consegnare ai promotori della singolare protesta i certificati elettorali che saranno inviati, a mezzo raccomandata postale, al presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo.
È stato quasi un rito solenne. Una sorta di "
liturgia laica” contro una certa politica sorda e cieca ai bisogni sanitari di 30 mila abitanti dei Nebrodi occidentali e di otto paesi di montagna isolati ed emarginati, che diventeranno ancor di più abbandonati se l’ospedale “Santissimo Salvatore” sarà smantellato in termini di servizi, reparti, personale, pianta organica e strutture.
«
C'è un'ultima spiaggia ancora -ha detto Franco Scarito, già presidente dell’ex-USL 47 e attuale esponente del gruppo consiliare di minoranza “Orgoglio Amastratino”- le dimissioni in massa dei consiglieri comunali e il NON VOTO ASSOLUTO».
È emersa anche la proposta di dimissioni in massa dei sindaci dei Nebrodi, di restituzione simbolica (per ora) delle
fasce tricolore al Prefetto di Messina e, per quanto riguarda la città di Mistretta, di una “eventuale e possibile Giunta comunale di salute pubblica”.
Intanto, martedì 28 febbraio, a Palermo, i dodici deputati regionali e nazionali che hanno come zona di riferimento elettorale il Messinese, i Nebrodi occidentali e il Mistrettese, si incontreranno con il sindaco
Iano Antoci e altri amministratori locali, in sede di assemblea regionale e di commissione sanità, per vedere chi difenderà l’ospedale “Santissimo Salvatore”, fino all’ultimo sangue, e chi, invece, farà solo “faccia da mercante di voti”.
Quella giornata -ha aggiunto Scarito- è da considerare lo spartiacque tra il prima, che ha distrutto il nostro ospedale, e il dopo, con cui si intende rivedere, ricostruire e potenziare la pianta organica, tramite la revisione del cosiddetto atto aziendale. Se sarà così, lo vedremo. Certo è, che il vero “nemico” della nostra zona ha un solo nome e cognome: Massimo Russo, assessore regionale alla Salute”.
Non torneremo indietro”, ha gridato la gente.
Non c’è più un pediatra”, hanno urlato dalla strada e dalle vie laterali alla chiesa che ospitava l’assemblea.
Non è possibile neppure intervenire per una slogatura o una frattura al polso. Vergogna! Vergognatevi! Niente ospedale, niente voto”.
Ci sono stati momenti di tensione, allorché alcuni presenti hanno rivolto queste frasi al sindaco di Mistretta,
Iano Antoci, che è intervenuto in maniera civile, partecipata e sensibile -come anche civili sono stati gli altri interventi-.
Antoci
era accompagnato dagli assessori Enzo Seminara e Felice Testagrossa, nonché dal consigliere provinciale Enzo Testagrossa e dal presidente del Consiglio comunale di Mistretta, Piero Consolato.
Per il gruppo consiliare di minoranza, oltre a
Scarito, c’erano Rino Andreanò e l’avvocato Liborio Porracciolo. Salvatore Porracciolo, invece, era presente in quanto presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Mistretta.
Angela Provenzale
del “Movimento per la vita” ha detto che “amministratori e politici sembrano rassegnati”
«Apparite -ha aggiunto- quasi non più convinti di dare battaglia fino in fondo per la difesa dell’ospedale».
La frase ha scatenato un tripudio di applausi.
Antoci ha smentito la rassegnazione e ha ribadito i propri concetti, espressi due giorni fa anche agli studenti del liceo “Manzoni”, durante un’assemblea d’istituto: “L’ospedale si difende cercando altre strade”.
Quali? Forse il potenziamento della “Fondazione Maugeri”. È sembrato di capire così.
Dino Pispicia
, tecnico di radiologia, invece, ha detto che “bisogna salvare il salvabile e che l’unità della lotta non va compromessa da divisioni di partito”.
Angelo Palmieri
, avvocato, anch’egli esponente del “Movimento Effe 251”, invece, ha smontato i ragionamenti di Antoci, tanto da definirli dei sottili “sofismi e paralogismi”, cioè ragionamenti apparentemente logici, che, di fatto, logici non sono. Anche qui una valanga di applausi. Palmieri ha aggiunto che, “facendo i conti dei risultati elettorali nei Comuni della zona, e se la gente non voterà più, alcuni equilibri politici provinciali messinesi potrebbero crollare miseramente”.
Lo stesso Palmieri, infine, ha lanciato un appello “
urbi et orbi” ai politici della zona affinché, in previsione della riformulazione dell’atto aziendale e della pianta organica del nosocomio mistrettese, “vengano ripristinati i servizi tagliati: a costo zero e senza sprechi”.
Mistretta può diventare -ha concluso- un polo di attrazione di servizi sanitari per la Sicilia”.
Antoci
ha replicato così: “Non cerco gli applausi facili. Non mi interessano. Cerco di ragionare con i numeri e i fatti. Non siamo rassegnati. C’è un muro di gomma contro cui ci siamo scontrati. Non ci sarà mai un numero di parti elevato. Non possiamo difendere l’indifendibile. La battaglia per la difesa del tribunale sarà ancora più difficile. Giorno 28, a Palermo, trarremo le conclusioni”.
Sebastiano Lo Iacono
, giornalista pubblicista, esponente anch’egli del “Movimento Effe 251”, che aveva aperto l’assemblea, si è occupato di motivare con una lunga serie di argomentazioni storico-politiche le ragioni per le quali la “democrazia malata e bloccata, quella che decide contro i bisogni della gente, deve essere rinnovata, a cominciare dalla restituzione dei certificati elettorali”.

Ha fatto un excursus sulla storia del suffragio popolare fino a quello universale, a partire dall’articolo 48 della Costituzione, che parla del diritto di voto, affermando che “nessuna sanzione è prevista per chi decide di rinunciare a questo diritto sacrosanto”. Lo Iacono ha detto che non si intende “abolire la democrazia, bensì soltanto sospenderla, fino a quando i nostri parlamentari diventeranno una classe politica senza corrotti, senza indagati, senza rinviati a giudizio, senza condannati anche per usura o per voto di scambio e collusioni mafiose, senza vergognosi privilegi di casta”. Lo Iacono ha citato le indagini sull’uso, l’abuso e lo spreco delle cosiddette “auto-blu-blu” e quelle sulle esorbitanti spese militari (l’acquisto dei famigerati F35); lo spreco dei fondi pubblici a partiti che -come Rifondazione Comunista- non sono più presenti in Parlamento; ha ricordato il recente intervento del Procuratore della Repubblica di Palermo, Antonio Ingroia, secondo cui i “piani alti della politica sono inquinati dalla mafia” onde concludere che “se si risparmiasse sulle spese militari si potrebbero salvare gli ospedali, i reparti divenuti un carnaio umano e quelli di ginecologia che si sono chiusi e demoliti”.
Lo Iacono, inoltre, ha spiegato che se ci fosse qualcuno che volesse definire la restituzione dei certificati elettorali un “eccesso di anti-politica sbaglierebbe: essendo già, di fatto, una prova di anti-politica la cattiva politica in carica”. A tal proposito, ha citato
Aldo Capitini, Giorgio La Pira e padre Bartolomeo Sorge, maestri di “etica politica a 360 gradi”.
La nostra protesta non è anti-politica. È una forma di maturazione politica contro la politicanza di mestiere. Rammento -ha concluso- che gli ultimi sondaggi scientifici di preferenza elettorale confermano al primo posto, appunto, il cosiddetto partito del non voto”.
Animato, caldo, acceso e veemente, infine, l’intervento di monsignor
Michele Giordano, arciprete della città di Mistretta, nonché anch’egli “anima” del “Movimento Effe 251”, secondo cui “restituire anche il mio certificato elettorale non è un gesto di anti-politicia, bensì un segno di disobbedienza civile sacrosanto”.
Il “Movimento Effe 251”, nei prossimi giorni, allargherà la mobilitazione per la raccolta dei certificati elettorali nei Comuni vicini di Pettineo, Motta d’Affermo, Caronia, Castel di Lucio, Reitano, Santo Stefano Camastra e finanche Nicosia, dove, durante un’identica protesta popolare che si è svolta in piazza, l’altro ieri, c’erano sicuramente più di cinquemila persone. Anche in questa città della provincia di Enna magistrati, avvocati, sindaci della zona e tutti i cittadini lottano per difendere il loro ospedale e il loro tribunale.

Sebastiano Lo Iacono

 
 
 
 
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