Precisazioni sulla visita a Mistretta dell'Assessore Regionale alla Sanità

Gli Arraggiatos di MistrettaIl “Movimento Effe 251” ha diramato, nella serata di lunedì 28 novembre, un documento in cui si dissocia dalle proteste intemperanti e dalle veemenze, verbali e non, nei riguardi dell’assessore Massimo Russo.
Lo stesso “Movimento” non è responsabile “morale e materiale” di quelle contestazioni eccessive, verificatesi in piazza Unità d’Italia, a conclusione di un dibattito, il quale, per tutta la mattinata, si era svolto in maniera calma e civile.
Lo scrivente intende precisare che non c’erano “mandanti, istigatori, complici e concorrenti morali”, così come è stato, ahimè, scritto. Se ci fossero stati, questi giudizi sarebbero condivisibili.
Il comunicato del “Movimento” non ha avuto stesso rilievo di quello del sindaco della città di Mistretta, Iano Antoci, e di quello del presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo.

Non c’è stata “
nessuna campagna di disinformazione orchestrata”, perché a “Mistretta non c’è, alla luce dell’oggettiva intelligenza di ogni uomo di buona volontà, nessun terreno di coltura per manifestazioni incivili”.
Cinquanta o cento (su 2 mila persone presenti) che siano stati a “rovinare” la manifestazione civile non implica che la stessa manifestazione fosse motivata da ragioni illegittime.E’ stato detto che è stata una “pagina nera per la città di Mistretta”. Non è stato così.
L’onorevole Giovanni Ardizzone, poco prima delle contestazioni, aveva parlato “di pagina di democrazia con la P maiuscola”. Lo sottoscrivo. A titolo personale.
Ribadisco che è legittimo contestare il “modello della politica sanitaria perseguito dal governo Lombardo, delineato dall’assessore alla Sanità Russo”, nonché che è legittimo sostenere che questo Governo venga sfiduciato e che taluni partiti di tradizioni democratiche e popolari gli ritirino quanto prima fiducia e sostegno.
Ci dissociamo, a titolo personale e collettivo, dai calci e dai pugni indirizzati verso l’autovettura dell’assessore Russo e rifiutiamo e rinneghiamo le contestazioni che hanno impedito all’onorevole Laccoto di esprimere il proprio pensiero. Bisogna ricordare altresì che a un esponente del clero della città è stata indirizzata la frase seguente: “Prete, mi faccia parlare, perché noi non interrompiamo le sue omelie”. Di norma, ai preti ci si rivolge con il termine di “padre” o di “reverendo”. E’ stato stridente l’uso del termine “prete” nei confronti del reverendo, monsignor Michele Giordano, arciprete della città, padre e pastore della comunità cristiana e cattolica.
Si legge, poi, su decine di siti web e altrettante cronache relative alla manifestazione di lunedì 28 novembre, che, durante le contestazioni a Russo, ci sarebbero stati “delinquenti e abituali in mezzo a una folla animalesca”.
La parola “facinorosi”, ai sensi del dizionario italiano, può starci, ma da qui a dire che in mezzo ai cittadini di Mistretta e dei Nebrodi ci fossero “delinquenti abituali e folla animalesca”, onestamente, oggettivamente e scientificamente, sembra un’enormità, un’esagerazione e un torto alla verità effettuale delle cose. Se le autorità competenti rivedranno i video e le fotografie di quei momenti drammatici, onde procedere all’identificazione degli artefici delle deprecate intemperanze, così come è stato sollecitato, si appurerà che sono “facce pulite di uomini, donne, mamme e giovani”, i quali, a prescindere dai criteri criminologici anti-scientifici di Cesare Lombroso, non appartengono alla categoria della “folla animalesca e dei delinquenti abituali”.
In un piccolo paese ci si conosce tutti: sicché dovremmo concludere che l’eccitazione può far perdere l’autocontrollo a chiunque. Va ribadito questo: in mezzo alla folla non c’erano selvaggi e neppure soggetti da codice penale”.
Siamo addolorati e turbati che l’assessore Russo, di cui non condividiamo il progetto di politica sanitaria, sia stato, per così dire, “licenziato” da Mistretta in quel modo.
Non condivido altresì, e me ne dissocio, che sia stata rimossa la pagina di Facebook, che aveva raccolto 1.500 adesioni e anche tramite cui erano state raccolte oltre 10 mila firme civili, silenziose e pacifiche. La decisione, forse, ha una sua ragion d’essere: quella di evitare le speculazioni sulle speculazioni delle speculazioni. Certo è che i “fischi hanno avuto più peso delle campane a morto”.
Confido e confidiamo che nel tavolo tecnico previsto, promesso dal commissario Poli, si possano riesaminare i problemi dell’ospedale “San Salvatore” e trovare soluzioni eque.

Sebastiano Lo Iacono

 
 
 
 
Powered by DiBi Studio | Tutti i diritti riservati | portaledeinebrodi@gmail.com