Leone Marco Bartolo: cantore dei Nebrodi

il poliedrico artista dei Nebrodi Leone Marco BartoloLa musica, la più forte ed incisiva forma di espressione sensoriale ha, sin dai primordi, caratterizzato, scandendole ritmicamente, i passaggi generazionali dell’uomo.
In particolare, la musica folkloristica, nell’ambito della tradizione, ha caratterizzato usi, costumi e particolari identità dei popoli.
Folk, un genere che con tutte le sue peculiarità, poco si accosta alle tendenze musicali del momento, iscrivendosi in un contesto, per certi versi, del tutto estraneo all’attuale tendenza giovanile.
Ma non sempre è così.
La realtà di Longi, piccolo centro dei Nebrodi, sembra raccontare un’altra storia, fatta di giovani che come moderni umanisti, tornano ai modelli classici, per reinterpretarne le sonorità e adattarle alla contemporaneità.
R
appresentante di questa corrente: Leone Marco Bartolo cantore, appunto, di Longi.
Personaggio poliedrico, Bartolo forgia il suo stile tra il '97 e il 2000 suonando con i Blues Mediterraneo, gruppo nebroideo rock dalle forti tinte etniche. In realtà, però, è la strada la fucina artistica che gli permette di carpire ciò che il tradizionale insegnamento omette di trasmettere, non disdegnando infatti “suonate” all’aria aperta, durante la macellazione, con i vegliardi folk, che eseguono e non teorizzano.
Messinese di nascita, longese di appartenenza, nutre sin da subito una forte passione per tutto ciò che è “siciliano”, eleggendo a propria musa il nostrano Ignazio Buttitta del quale ne condivide appieno il pensiero. Egli è un artista del popolo, per il popolo.
Nel 2002 si trasferisce nel Salento, nel quale trova la stessa armonia e calore della Sicilia. Insieme a Egidio Cogli, amico e collega, fonda i Birbanti con l’intento di mescolare le sonorità tipiche sicule a quelle salentine e allo stesso tempo di portare avanti la produzione di brani inediti.
Un centinaio di concerti nell’arco di quattro anni convergeranno poi in un disco, autoprodotto, uscito nel 2006, “Tracce”.
Un flusso di pizzica pizzica, stile tipico salentino, e timbriche che attingono dalla fusione delle due culture, in un avvicendamento, chitarra e voce, magistralmente arrangiato dai due artisti. Immancabili le classiche sfumature, opportunamente enfatizzate da violino, organetto e tamburello.


Il 2004 è l’anno della sperimentazione, produce infatti due brani inediti dalle forti sfumature etniche e dialettali: Figghiu e U Ventu. Brani caratterizzati da una ritmica coinvolgente e da testi ben congeniali. In particolare U Ventu, dalla forza evocativa dissacrante e dalla disarmante semplicità, che affronta il tema dell‘attesa, amorosa e spirituale, e di quanto l‘inesorabile avanzare del tempo possa incidere sulla forza di volontà. Caparbiamente arrangiato su un ritmo incalzante che accompagna l’ascoltatore in un progressivo coinvolgimento dal quale ci si lascia travolgere piacevolmente.

Nel 2008 partecipa alla rassegna internazionale “I canti di passione” organizzata dall’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, presentando i canti della settimana santa di Longi, preghiere popolari raccolte nel dopoguerra. Nello stesso anno ha musicato “Vampiru”, poesia in dialetto siciliano, di Grotta (Ag) per l’esattezza, di Gero Miceli, poeta e autore dialettale siciliano. Collabora, nel Salento, con Pasquale Quaranta alias P40 menestrello neomedievale, e con Claudio Miggiano, ex componente degli Officina Zoé, gruppo storico del folk salentino. Spazia inoltre sul piano culturale occupandosi, nella sua Longi, dell’organizzazione di spettacoli teatrali e musicali con l’associazione culturale “Nebros” di cui è socio fondatore.

In definitiva un artista a tutto tondo, la cui trasudante passione per la musica, sotto tutte le sue sfaccettature, ci auguriamo porti al successo che davvero merita. Un vessillo del folk nebroideo e non, da conoscere e di cui andare fieri.

(Gaetano Barbagallo su nebrodinetwork.it)


I video di Leone Marco Bartolo riscuotono un certo successo su YouTube.
Tra i suoi ultimi impegni si deve segnalare le musiche originali ed eseguite dal vivo dello spettacolo:
Storia di un Uomo e della sua ombra (Mannaggia 'a mort)
guarda il video su YouTube

vincitore PREMIO EOLO 2010 migliore spettacolo teatro ragazzi e giovani dell'anno
vincitore PREMIO PADOVA 2010 - festival nazionale di teatro ragazzi
finalista al PREMIO SCENARIO Infanzia 2008

Con: Giuseppe Semeraro, Dario Cadei e Leone Marco Bartolo.
Regia: Giuseppe Semeraro.
Musiche originali di R. Vasquez e L. M. Bartolo, eseguite dal vivo da L. M. Bartolo.
Luci: Otto Marco Mercante

Di seguito, alcune date dell'evento teatrale:
4 e 5 MARZO
Biennale di Venezia
Giardini della Biennale - Padiglione Olanda
ore 10:00

domenica 6 marzo
Barreggio
Cine Teatro San Luigi
ore 16:00

domenica 13 marzo
Cremona
Teatro Ponchielli
ore 16:00

martedì 15 marzo
Alcalà de Henares - SPAGNA
Teatro Salon Cervantes
ore 11:00

mercoledì 16 marzo
Meco - SPAGNA
Centro Cultural Antonio Llorente
ore 12:00

giovedì 17 marzo
Alcorcon - SPAGNA
Teatro Municipal Buero Vallejo
ore 11:00
Alcobendas
Centro Cultural Pablo Iglesias
ore 18:00

venerdì 18 marzo
Colmenarejo - SPAGNA
Teatro Municipal de Colmenarejo
ore 18:00

20, 21, 22 marzo
Madrid - SPAGNA
Teatro Galileo
Festival TEATRALIA
20 ore 12:00 e 17:00
21 ore 10:30
22 ore 10:30

mercoledì 23 marzo
San Fernando de Henares - SPAGNA
Centro Cultural Federico Garcia Lorca (teatro Auditorio)
ore 12:00


info e contatti
Raffaella Romano
(+39) 327.7372824

 
 
 
 
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